Il mattino ha l’oro in bocca

Bere appena svegli, non come colazione, ma perché è importante disintossicare il corpo dagli scarti accumulatisi durante la notte.

Diventa un rituale da incastrare nella quotidianità, facendo una vera doccia salutare ed idratante all’intestino, per preparare il nostro corpo alla nuova giornata, per avere a disposizione il massimo delle energie e per liberarci dalle scorie che accumuliamo durante il sonno. Quando dormiamo, infatti, le cellule del fisico producono rifiuti metabolici che occorre espellere per evitare che i tessuti diventino un habitat tossico per le cellule.

Bevendo a digiuno puliamo e attiviamo l’intestino, evitando di sentirci appesantiti durante tutto il giorno.

Bisogna sempre lasciare passare una mezz’ora di tempo tra la bevanda del risveglio e la prima colazione, così da svegliare il metabolismo.

Questo tempo, ci regalerà mezz’ora da dedicare a noi stessi ogni giorno.

Il tempo ideale per una doccia esfoliante, la lettura delle notizie on line, la preparazione di una colazione un po’ più elaborata del solito, il cazzeggio totale sui social …

Trovare la propria “pozione” detox ed energizzante fa sentire meglio e più felici.

  • Acqua tiepida
  • Acqua e limone
  • Acqua, limone e zenzero
  • Tea verde
  • Aloe Vera
  • Probiotici
  • Aceto di Mele
  • Kefir

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ACQUA TIEPIDA

Un bicchiere d’acqua tiepida appena svegli e a digiuno è uno dei rimedi più semplici. L’acqua tiepida assunta a digiuno pulisce le pareti gastriche e mette l’intestino in funzione in modo dolce. Attiva i reni e stimola il transito intestinale.

ACQUA E LIMONE

Una tazza di acqua calda con il succo di mezzo limone (o uno intero) filtrato è una delle pozioni giudicate migliori per il mattino.

Il limone, infatti, ha un grande potere disintossicante, è antisettico, è alcalino quindi regolarizza il pH di tutto l’organismo riequilibrando lo stomaco, detossina e purifica l’organismo. Facilita la digestione e aiuta il fegato nello smaltimento delle scorie, fondamentale anche nell’ottica del dimagrimento.

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TEA VERDE

Un altro infuso veramente prezioso è il tea verde. Ideale per un risveglio sereno il tea verde è ricco di antiossidanti che aiutano a eliminare i radicali liberi presenti nel corpo. Inoltre attiva il metabolismo e depura il tratto digerente ed è un ottimo antibatterico. L’acqua per il tea verde non deve arrivare all’ebollizione.

ACQUA, LIMONE E ZENZERO

Alle proprietà di acqua e limone, possiamo associare quelle dello zenzero. Mettere pezzetti di zenzero nell’acqua calda nella quale è stato spremuto e filtrato il succo di limone, accelera il metabolismo e riduce il senso di fame.

 

ALOE VERA

Il succo di aloe vera ha una potente funzione detox. Ideale per ridurre i fastidi del colon irritabile, pare serva  anche per aiutare il dimagrimento, poiché lavora sul controllo degli zuccheri nel sangue e del colesterolo cattivo.

PROBIOTICI

Gli integratori probiotici fanno bene alla flora batterica intestinale favorendo la crescita dei batteri buoni, migliorando la digestione e rafforzando il sistema immunitario. Inoltre contrastano l’invecchiamento e danno un aspetto luminoso e privo di impurità alla pelle.

UN CUCCHIAIO DI ACETO DI MELE

Diluito in un bicchiere d’acqua tiepida è ottimo se seguito da una colazione proteica.  Regala luminosità alla pelle e ai capelli

KEFIR

Il Kefir ristabilisce il pH, aiuta il fegato, la colecisti e la vescica nelle loro funzioni e rafforza le difese immunitarie.

Grazie ai suoi fermenti il Kefir  riequilibra la flora batterica intestinale e stimola il sistema immunitario intestinale con effetti benefici su tutto il corpo. Ci sono due tipi di Kefir: Kefir di latte e Kefir d’acqua.

 

Kefir Grains

No Sugar

Sto studiano e facendo prove per arrivare ad essere coerente con le tendenze che non solo chiede il mercato, ma che io ho deciso di abbracciare in toto.

Una grande azienda con la quale ho iniziato un’interessante collaborazione afferma :

“Il benessere dell’uomo e quello del pianeta sono al centro del nostro lavoro”

Perciò le mie confetture d’ora in poi, abbatteranno l’abuso di zucchero che è dannosissimo. Glicemia alta, obesità, diabete, e tanto altro.

In un anno consumiamo in media 27 Kg di zucchero a testa, cioè 3 volte la dose massima raccomandata dall’OMS, e abbiamo un problema crescente di obesità (anche infantile) a causa dello zucchero nascosto in alimenti dove mai ci aspetteremmo di trovarlo.

Per un’alimentazione sana e rispettosa della natura, preparo i miei vasi  naturali e non manipolati con zuccheri aggiunti o con sale in eccesso.

La mia è una vera scommessa con me stessa.

Sto eliminando gli zuccheri dalla mia vita e quindi anche nel mio lavoro.

Punto a mangiare sano, io che amo tanto preparare i miei pasti e quelli dei miei cari.

Per ora vi lascio una ricetta sana e gustosa con la quale potete condire un piatto di insalata (se lasciate la crema molto morbida), oppure potete gustarla su una fetta di pane integrale.

Io lo mangio anche “inzuppandoci” dentro le verdure del pinzimonio.

 

HUMUS DI LENTICCHIE

200 grammi di lenticchie
1 spicchio d’aglio
2 cucchiaini di Tahina

succo di 1 limone
olio evo
pepe

Lessate le lenticchie e poi frullatele con minipimer assieme a tutti gli ingredienti. Versate l’olio alla fine per mantecare bene.

Si conserva in frigo ricoperto di olio in un barattolo di vetro chiuso.

KEFIR

Il KEFIR è un prodotto prezioso per la nostra salute.

Il Kefir ristabilisce il PH, aiuta il fegato, la colecisti e la vescica nelle loro funzioni, rafforza le difese immunitarie.

Grazie ai suoi fermenti il Kefir  riequilibra la flora batterica intestinale. Questa bevanda infatti stimola il sistema immunitario intestinale con effetti benefici su tutto il corpo

Ci sono due tipi di Kefir: Kefir di latte e Kefir d’acqua.

Nel Kefir di latte esistono circa 30 specie diverse di fermenti vivi, mentre il Kefir d’acqua contiene solo 10-15 specie di fermenti che riescono a digerire altri tipi di zuccheri, ma non il lattosio.

Il Kefir d’acqua è una bevanda probiotica a base di grani di KEFIR, acqua naturale, zucchero e frutta e non contiene il glutine

I grani di Kefir sono dei funghi benefici e appaiono come delle piccolissime palline di colore bianco trasparente.

In media 3-4 cucchiai di grani di Kefir idratati vanno aggiunti a 1-2 litri di acqua e zucchero che va cambiata ogni 24 a 48 ore.

Vanno usati solo utensili di vetro o plastica, mai acciaio o altri metalli

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Per 2lt di KEFIR D’ACQUA:

  • 5-6 cucchiai di granuli di Kefir d’acqua
  • 2lt di acqua naturale
  • 4 cucchiai di zucchero naturale
  • 3 spicchi di limone
  • 1 frutto secco (1 albicocca, 1 fico, 1 prugna o quello che ti piace)
  • Menta fresca, cannella, baccello di vaniglia
  • 1 barattolo di vetro grande

Versare l’acqua e lo zucchero nel vaso e mescolare finché lo zucchero non si scioglie.

Aggiungere i grani del Kefir, il limone, il frutto secco e la menta (o l’aroma che avete scelto).

Lasciare il vaso a temperatura ambiente e al buio per 48 ore con sopra un canovaccio pulito che ricopra il barattolo, con il coperchio solo appoggiato sopra, permettendo in questo modo al Kefir d’acqua di respirare e moltiplicarsi meglio.

Non credo sia necessario dirvi che tutti gli aromi e la frutta utilizzata per dare il sapore alla bevanda di Kefir d’acqua (come il limone, la frutta secca o la menta) devono essere assolutamente biologici e naturali.

Per rallentare il processo di fermentazione, si può lasciare il Kefir d’acqua nel frigorifero

Per fare una interruzione dal Kefir, lasciate  il Kefir con l’acqua zuccherata nel frigorifero e si manterrà per una settimana (l’acqua di questo Kefir non è da bere). Poi per riutilizzare i granuli del Kefir, vanno risciacquati sotto l’acqua corrente.

Una gustosa bevanda rinfrescante può essere fatta con l’aggiunta di succo di limone al Kefir d’acqua finito (finito inteso come Kefir d’acqua finito dopo 48h)

Per rendere il Kefir d’acqua più frizzante, una volta che i grani sono stati rimossi, è possibile imbottigliare il Kefir d’acqua finito, lasciarlo riposare per qualche giorno in frigo per permettere che si crei anidride carbonica.

 

 

 

 

Il pomodoro perfetto

Si è da poco conclusa la “Settimana di Azione Contro il Razzismo”.

Poi ci sarà il weekend contro lo sfruttamento dei lavoratori

Poi la giornata per la tutela del sociale

Poi il pomeriggio contro il lavoro nero

Parliamo tanto, scriviamo, organizziamo manifestazioni e cene, conferenze e dibattiti.

Insomma, come diceva un vecchio amico, “A fasè d’l’eria freta” (Facciamo dell’aria fritta. N.d.t.)

Se invece ognuno di noi, a casa sua, iniziasse a fare sul serio?

Mio figlio, in seconda elementare, mi ha insegnato una grandissima verità sul non essere razzista.

Vengo a sapere che in classe con lui è arrivato un bimbo del Marocco. Gli dico – Marco, ma avete in classe un bimbo nuovo? Uno scuro di pelle? Non mi hai detto nulla!

E lui – Non c’è niente da dire, è un bambino, come me, non è nuovo perché ha già 9 anni e non lo so se è scuro, non ci ho fatto caso. Però è simpatico.

L’estate scorsa, al mercato, c’era sempre la fila davanti ad un banco di verdura. Vendevano i pomodori a 40 centesimi al chilo.

Come si fa a non rendersi conto che chi li ha raccolti non è stato pagato per il lavoro che ha fatto?

Facciamo sempre in modo che il prezzo da pagare sui prodotti alimentari non comprenda abusi, ricatti e violenze.

Se non avete modo di coltivare i vostri pomodori, acquistateli da chi conoscete che ha etica e consapevolezza.

“Se un alimento si paga la metà del costo ambientale e sociale, la differenza la paghiamo tutti.” (cit. https://www.repubblica.it/)

Preparare il sugo di pomodoro è semplice, eppure non sempre mangiamo un buon sugo di pomodoro!

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Il sugo di pomodoro perfetto

Ingredienti:

  • olio evo
  • basilico
  • aglio
  • sale
  • bicarbonato di sodio
  • peperoncino

Fate cuocere i pomodori in una pentola d’acciaio, col coperchio, girandoli di tanto in tanto fino a farli disfare e appassire.

Passateli poi con il passaverdura, facendo colare prima l’acqua in eccesso un recipiente (poi la utilizzerete per altre preparazioni, NON BUTTATELA!).

Proseguite la cottura in una padella, in cui avrete rosolato uno spicchio di aglio, il peperoncino e qualche foglia di basilico.

Aggiungete un pizzico di  sale e tenete sul fuoco fino a raggiungere la densità desiderata.

È indispensabile che il sugo cuocia a temperatura bassa e costante, così da non bruciare i pomodori. Durante la cottura della salsa di pomodoro la pentola deve essere chiusa con un coperchio. Questo permetterà di non perdere l’acqua e gli aromi e farà sì che il sugo non si secchi.

Per ridurre l’eventuale acidità del sugo si può aggiungere un pizzico di bicarbonato di sodio durante la cottura dei pomodori.

Usate questo sugo di pomodoro per condire abbondantemente un piatto di pasta.

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La Pearà di Verona

Ogni volta che vado in giro porto a casa nuovi sapori, nuovi odori e, quando riesco, nuove ricette.

La Pearà è una salsa tipica della cucina  Veronese.

Il segreto della ricetta della Pearà sta nei suoi ingredienti appetitosi e nella lunga cottura.

La Pearà è eccellente per accompagnare i bolliti di carne.

Pearà in veneto significa “pepata” e il pepe infatti è uno dei suoi ingredienti principali.

La Pearà è un piatto talmente amato e talmente tradizionale da aver alimentato addirittura una leggenda

La leggenda della Pearà narra che Alboino, re dei Longobardi, prese in moglie Rosmunda. Il re uccise il padre della consorte, Cunimondo, in battaglia. Per il dolore Rosmunda decise di lasciarsi morire di fame. Il cuoco di corte inventò una salsa tanto gustosa e nutriente da invogliare e rimettere in forze la Regina. Quella salsa saporita era appunto la Pearà.

Gli ingredienti della Pearà

  • 200 gr di pane secco/grattugiato
  • 80 gr di midollo di bue
  • 1 lt di brodo di carne
  • sale
  • pepe macinato fresco
  • olio d’oliva o burro
  • formaggio grana

 

Togliere il midollo dall’osso aiutandosi con un coltello.

Sciogliere il midollo a fuoco basso e versarlo in un colino per rimuovere le impurità.

Aggiungere al midollo caldo in una pentola con il pane grattugiato e amalgamare bene mescolando.

Aggiungere il brodo e cuocere lentamente per almeno un’ora, mescolando con una frusta perché non faccia grumi.

Aggiungere abbondante pepe macinato fresco e, a piacere, un paio di cucchiai di formaggio grana grattugiato.

C’è chi preferisce una Pearà densa, chi più morbida. Tutto sta nella proporzione tra pane e brodo. Il consiglio è dunque quello di non mettere tutto il brodo, ma di tenerne un po’ da aggiungere eventualmente verso fine cottura.

Alcuni non mettono il  parmigiano, perché essendo la Pearà in origine un piatto povero del recupero, non era previsto l’uso del formaggio.

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TAGLIATELLE

Il nome delle tagliatelle deriva dal verbo “tagliare” infatti questa pasta si ottiene facendo un impasto con uova e farina, e stendendo la pasta in sfoglia sottile, per poi arrotolarla e infine tagliarla.

Esistono diversi tipi di tagliatelle come quelle verdi, dove all’impasto si aggiungono bietole o spinaci tritati, oppure ortica con le cime tenere delle ortiche che danno un sapore molto delicato.

Questa pasta all’uovo è uno dei piatti più tipici italiani, e all’estero è il formato di pasta più cucinato, dopo gli spaghetti.

In Piemonte troviamo i tajarin, nel Lazio le fettuccine e lungo l’Italia le pappardelle o le lasagne.

A seconda delle zone, il condimento di questo tipo di pasta può variare: in Emilia Romagna  sono condite con il ragù di carne mista fra manzo e maiale; in alcune zone della Romagna con un ragù fatto con le rigaglie di pollo, nelle Marche sono condite con un ragù fatto con carne di papera.

In ogni menù si trovano mille diversi accompagnamenti per le tagliatelle: con sugo di pomodoro, funghi di bosco, verdure, legumi, pesce, insaccati e quanto la fantasia può immaginare.

Le origini della tagliatella risalgono al poeta Orazio che parla di una pasta: le Lagane, molto diffusa nell’impero Romano.

L’illustratore e umorista bolognese Augusto Majani  raccontò che fu mastro Zefirano, nel 1487, ad inventarle, in occasione del matrimonio di Lucrezia Bolgia con il duca di Ferrara Alfonso I d’Este. Il cuoco preparò le tagliatelle, stringhe dorate,  ispirandosi ai capelli biondi di Lucrezia.

Durante il periodo fascista, nel Manifesto della Cucina Futurista,  Filippo Tommaso Marinetti  propose l’abolizione della pastasciutta e dei condimenti tradizionali, poiché erano considerati dei cibi che “davano fiacchezza e sviluppavano scetticismo ironico”.

Pellegrino Artusi attribuisce la provenienza delle tagliatelle alla Romagna precisando che: “A parer mio questa è una minestra molto gustosa, ma che a ben digerirla ci vuole un’aria come quella di Romagna!”

L’Artusi specifica anche: “le tagliatelle corte testimoniano l’imperizia di chi le fece, e servite a tal modo sembrano un avanzo di cucina”

La ricetta e la vera misura della tagliatella di Bologna furono stabilite nel 1972 dalla Confraternita del Tortellino e dall’Accademia Italiana della Cucina: la tagliatella cotta deve misurare 8 millimetri di larghezza e lo spessore deve essere tra i 6 e gli 8 decimi di millimetro.

La ricetta classica prevede che le tagliatelle siano condite con il ragù alla bolognese.

 Le tagliatelle sono il mio piatto preferito, da sempre.

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 Tagliatelle ai carciofi

Ingredienti:

  • tagliatelle
  • 100 g di prosciutto crudo a listarelle
  • 4 carciofi
  • 1 limone
  • pecorino da grattugiare
  • 1 scalogno
  • aglio
  • burro
  • olio evo
  • sale, pepe, prezzemolo

Pulite i carciofi, eliminando le punte, il fieno e le foglie più esterne e dure. Tagliateli a spicchi piccoli e tuffateli in acqua acidulata con succo di limone in modo che non anneriscano.

Scaldate l’olio in una padella e fatevi rosolare lo spicchio d’aglio, poi aggiungete i carciofi ben sgocciolati. Fateli cuocere lentamente per 20-25 minuti, bagnando, se occorre, con un po’ di brodo e salando solo alla fine.

Fate stufare lo scalogno a fiamma bassa in una padella a parte per 3-4 minuti con il burro e aggiungete il prosciutto crudo a striscioline, saltate un attimo e aggiungete i carciofi, poi spegnete il fuoco.

Cuocete le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele al dente e conditele con il sugo ai carciofi e prosciutto, spolverizzando con una macinata di pepe fresco, una grattugiata di pecorino e un po’ di prezzemolo.

 

La mia Polo

In questi 10 anni sei stata mia.

Mia e solo mia.

Mi hai portata dove volevo.

Per lavoro, per divertimento, per disperazione, per gioia

Ho pianto e riso

Ho cantato e urlato

Mi hai portata a vedere mia nipote appena nata a 800 kilometri

Mi hai seguita anche dopo importanti bevute

Assieme abbiamo visto mari e monti, colline e lunghe strade

Assieme abbiamo passato caselli autostradali, frontiere e ponti su fiumi

Ci siamo impantanate e ne siamo uscite

Mi hai accompagnata per oltre 140mila chilometri.

Ti ho lavata e spolverata

Ti ho rovesciato addosso lacrime, zuppe, sughi e minestre

Ti è persino scoppiata una gomma ai 130, ma io ti ho tenuta

Hai perso vernice, ma mai un chilometro

Sei piena dei miei cd preferiti, da quello di Marco Liverani ai Rolling Stones

Sei invasa dalle mie mille sportine di tela

Hai mal sopportato gli spigoli del mio garage

Hai seguito la nuova patente di mia figlia

Custodisci molti dei miei pensieri che volano mentre guido

Raccogli i miei ricordi di questi 10 anni.

Non mi è mai piaciuto il tuo grigio, infatti ti sostituisco con una rossa

Ma rimarrai nei pensieri di una parte della mia vita, 10 anni non sono pochi!

 

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Crema di cicoria

Ingredienti:

  • foglie di cicoria
  • aglio
  • peperoncino
  • sale
  • olio
  • acciughe

Lavate bene le foglie di cicoria e fatele bollire qualche minuto in acqua perché perdano una parte di amaro.

Scolatele e saltatele in padella con olio, aglio, peperoncino e acciughe

Quando saranno insaporite e cotte, frullatele nel mixer e condite la pasta o dei crostini con questa saporitissima crema.

È uno di quei sapori forti che mi necessitano quando ho momenti di triste nostalgia

Farine

Dalla macinazione del grano tenero si ottiene la classica farina bianca, etichettata in diverse tipologie:

  • Farina Integrale
  • Farina tipo 2
  • Farina tipo 1
  • Farina tipo 0
  • Farina tipo 00

classificate in base al grado di raffinazione ( Farina tipo 00 è la più raffinata).

Dalla lavorazione del grano duro si ottiene:

  • Farina integrale
  • Farina di semola
  • Farina di semola rimacinata

La farina di semola è un prodotto poco raffinato,  è di colore leggermente più gialla rispetto a quella di grano tenero, è granulosa e al tatto, è ideale per la produzione della pasta fatta in casa.

Con la semola non è possibile preparare lievitati, poiché non lieviterebbero affatto: si otterrebbe una massa compatta e sofficità pari a zero.

La semola rimacinata di grano duro è di granulosità più sottile, dal colore più chiaro rispetto alla semola, ed è ideale per pizze, focacce ed altri lievitati. La pasta ottenuta con la semola rimacinata è qualitativamente inferiore a quella realizzata con 100% semola poiché la semola rimacinata conferisce alla pasta una minore consistenza, la pasta si spappola facilmente, tiene la cottura molto meno, è più difficile da digerire, ha meno profumi e poco sapore.

Dalla macinatura del grano duro non si ottiene la farina tipo 00 quella che tutti usiamo comunemente, che è di colore bianco puro e la sua consistenza è simile ad una sottile polvere.

Grano duro: come per il grano tenero, esistono diverse varietà di grano duro, una su tutte che sembra essere la più richiesta è chiamata “Senatore Cappelli” che non è priva di glutine, ma ne contiene meno delle altre.

 

Pancakes

PANCAKES

Ingredienti

125 g Farina di semola rimacinata di grano duro

1 cucchiaino di semi di papavero

2 cucchiaini lievito in polvere

1 pizzico di sale

1 uovo

220 ml latte

2 cucchiai olio evo

Sbattere l’uovo con latte ed olio poi aggiungere piano  farina, lievito, semi e sale fino ad ottenere una pastella omogenea.

Lasciare riposare 30 minuti.

Cuocere a piccole mestolate in una padella leggermente unta d’olio finché i pancakes non avranno un bel colore dorato intenso, girandoli appena si rigonfiano e la superficie si asciuga.

Potete assaggiarli conditi con una buona marmellata d’arancio o anche con una salsa allo yougurt e verdurine crude.

 

Cucina degli avanzi

“Un piatto pensato per il riuso è una invenzione spesso irripetibile:

per diversità degli avanzi e differenti quantità disponibili.”

Si possono cucinare le bucce delle carote o le foglie dei carciofi e farne gustosi manicaretti. Realizzare specialità con parti di cibo che altrimenti avremmo buttato via è un’arte che le nostre mamme e nonne usavano quotidianamente. Una forma intelligente di utilizzo dei prodotti alimentari che può essere realizzata da tutti in cucina è quella di imparare a cucinare anche le parti di verdure e carni che solitamente si scartano o che avanzano dalla preparazione di una ricetta precedente.

 

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RICETTE CON CENTRIFUGA FRUTTA E VERDURA:

LE TORTINE ALLA FRUTTA

Ingredienti

Scarto del centrifugato di mela e carota (circa 400 gr di polpa)

200 gr di farina 00 biologica

200 gr di fecola di patate

200 gr di zucchero di canna

300 ml di latte

200 gr di burro sciolto e già tiepido

2/3 cucchiaini di cannella in polvere

2 uova

Una bustina di lievito per dolci

Un pizzico di sale

Mettete in una ciotola lo scarto delle mele e delle carote e schiacciate il tutto fino a ridurre la polpa in purea. Potete anche usare gli scarti di altre centrifugate, a vostro gusto.

Aggiungete la farina, la fecola, lo zucchero, il lievito, la cannella e il pizzico di sale.

Mescolate bene il tutto e aggiungete il latte, il burro sciolto e tiepido e le uova intere.

Lavorate poi l’impasto con una frusta elettrica finché non diventa un composto cremoso e denso.

Versate, a poco a poco, il composto nei pirottini e ponete il tutto in forno pre-riscaldato a 160°/180°. Fate cuocere per circa 25/30 minuti.

San Valentino

Ecco, una di quelle feste che nella prima parte della vita non amavo festeggiare.

Ero talmente sicura di me, mi bastavo al punto da pensare che queste smancerie romantiche  di San Valentino fossero solo azioni commerciali.

Ultimamente invece mi sono ammorbidita ed amo festeggiare la festa degli innamorati con una cenetta in casa.

Una di quelle cene che mi fanno lavorare tre giorni per decidere il menù. Due  giorni per reperire le materie prime eccezionali e ricercatissime e il vino che mi fa voglia berci vicino. Un giorno intero per le preparazioni.

Insomma un vero divertimento. Giorni di puro godimento, che poi sfociano nella grande soddisfazione di mettere in tavola le mie ricette.

Adoro stupirlo e coccolarlo con i piatti che piacciono a me.

Adoro fargli trovare piccole e sciocche sorprese, come la zuppa inglese dentro all’uovo Kinder dell’anno scorso.

Quest’anno invece ho prenotato in un luogo romantico.

Lui non lo sa, ma lo porterò a Pianetto, alla Campanara dove troveremo un favoloso menù e dove dormiremo.

Vi racconterò del menù, sicuramente su Instagram.

Ovetto Kinder

Ingredienti:

Ovetto Kinder

Zuppa Inglese

Aprite il vostro ovetto di cioccolato togliendo solo la parte alta.

Preparate tutto per una zuppa inglese, senza comporla.

Dovrete tenere l’ovetto in un contenitore gelato, perché non si sciolga al contatto della crema.

Riempitelo a strati componendo la zuppa inglese

Servitelo in un bel porta uovo.